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Fra' Girolamo Masci nacque a Lisciano (AP) nel 1227. E' quasi certo che fosse il nipote, o pronipote, del podesta' Bernardo di Massio, appunto di Lisciano; nella sua prima bolla papale parla della cittadina, definendola "come culla dai cui abbiamo avuto origine e per cui proviamo un grande amore". Avviato agli studi dai suoi genitori, crebbe con un carattere mite e riservato e fu tenuto lontano dalle vicende di guerra e dalle armi, sopratutto dopo l' assedio di Federico II del 1240. La sua strada fu quella della teologia: studiò a Perugia prima dell'ingresso nel' Ordine Francescano e, nel giro di pochi anni, grazie alla sua cultura e alla sua competenza, iniziò la scalata al vertice dell' ordine . Incarichi sempre piu' importanti attendevano Fra' Girolamo, tra cui la predicazione, fondamentale tassello in quei tempi. La fama del pio e dotto Masci non era certamente sfuggita a San Bonaventura: nel 1272 fu scelto al ministro della Dalmazia e più tardi da Papa Gregorio X che lo inviò a Costantinopoli per una missione di vitale importanza, ovvero di predisporre la riunione della Chiesa greca con quella cattolica in vista del Concilio di Lione. Alla morte del Ministro Generale, massima carica francescana ricoperta da San Bonaventura che fu' il primo cardinale dell' ordine, il Papa Nicolo'III , già protettore dei francescani, il 12 marzo del 1278 nominò Girolamo prima alla porpora, poi al vertice del'ordine. La cronoca narra che il Masci era cosi' umile che avrebbe preferito essere uno degli ultimi, piuttosto che un cardinale infatti, insieme al maestro dei domenicani, era in missione di pace da oltre un anno per conciliare Filippo III Re di Francia con Alfonso X, Re di Spagna. La notizia lo raggiunse a Parigi e il frate mise avanti la sua inadeguatezza, continuando ad indossare il saio, e continuando sui suoi passi prediligendo la vita da frate, rinunciando ai privilegi. Tuttavia il pontefice insistette con una lettera, chiamandolo "ex generale" e convocandolo a Viterbo con altri dotti e giuristi per risolvere diatribe interne alle regole dei seguaci di Francesco. Si racconto che il Papa avrebbe incamerato le propietà dell'ordine, per poi concederle in usufrutto di nuovo ai francescani. Raggiunta l'intesa, Nicolo'III morì. Dal conclave, tenutosi sempre a Viterbo, fu eletto Martino IV, che confermò al cardinale tutti i titoli e lo inviò di nuovo in missione di pace alla corte di Rodolfo d' Asburgo. Nel 1285, a Perugia, Girolamo fu uno dei promotori dell' elezione di Onorio IV, il cui pontificato fu brevissimo. Il nome illustre del Masci seppe resistere sulla bocca di tutti per una settimana, ma il 15 febbraio del 1288, con consenso unanime, fu elevato alla carica di pontefice massimo. Incoronato il giorno 22, scelse il nome di Niccolo' IV, in omaggio al Papa che era stato un grande devoto al francescanesimo e che fu il primo di questo ordine in grande ascesa. Nomino' solo 6 cardinali, tutti di ottimo rango e dedizione, e restaurò molte chiese, tra cui quella di Santa Maria Maggiore a Roma. Fu sua la benedizione della prima pietra del celebre duomo di Orvieto nel 1290, e per le sue terre della Marca si prodigò, conferendo alle diocesi nuovi possedimenti per la fondazione di monasteri e donando importanti cimeli come le reliquie sacre. Ma quello che proccupava Niccolo' era la divisione dei sovrani europei sulle questioni politiche e la conseguente condizione deficitaria cristiana delle terre sante. Grazie alle sue pregresse esperienze diplomatiche cercò in qualsiasi modo di compattare questi re cristiani e si attivò con Carlo II Re di Napoli, Alfonso III di Aragona, Ladislao IV d' Ungheria, cercando di scuotere anche le restie convinzioni degli ordini cavallereschi dei Templari, dei Teutonici e degli Ospedalieri. Convinse a partecipare alla crociata anche Edoardo I d' Inghilterra. Il suo fallimento pero' fu deciso da due fattori: innanzitutto il rifiuto del re di Francia, Filippo il Bello, e poi la finale caduta di San Giovanni d'Acri del maggio 1291. Morì l'anno successivo, il 4 aprile del 1292, e fu sepolto nella “sua” chiesa di Santa Maria Maggiore. Fu l' ultimo pontefice a regnare di fatto sulle Terre Sante, ed è ricordato come uno dei più grandi diplomatici di quei decenni.

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